Il Prof Svkrzq 6 (il naso e la lingua)
Interrompiamo qui le parole dell'esimio Professore, dato che, senz'altro ne converrete, non di sola geografia né di sola storia è fatta una città. Innumerevoli sono infatti i suoi aspetti, i suoi "segni di esistenza", direbbe il celebre architetto e urbanista locale Dott. Svkrzq, figlio del Prof. Svkrzq.
Vogliamo quindi qui addurre, a prova della ricchezza di sfaccettature di Sartamea alcune considerazioni forse meno accademiche, ma tuttavia non prive di certa suggestione. A detta dei suoi abitanti, i due odori caratteristici della città sono: il profumo di sardine alla piastra e il lieve gusto a mare della brezza mattutina e serale. Tuttavia, ci sembra giusto anche citare le osservazioni di alcuni forestieri di passaggio che, forse maltrattati da certi commercianti o locandieri sartamini, hanno così voluto descrivere il profumo cittadino: puzza di fogna di sera e di crema solare mista a sudore di giorno.
Calunnie? Forse. Ben sappiamo, ad ogni qual modo, quanto gli odori siano percezioni soggettive e poco razionali, tanto che v'è gente che trova sessualmente eccitante la puzza di piedi. Robe da matti.
Concluderemo questo studio accennando brevemente alle lingue parlate a Sartamea, vale a dire il Sartameo e il Sartamino. Anche in questa occasione lasceremo la parola al Prof. Svkrzq: "Il Sartamino è lingua nata dalla fusione dell'Áloco, d'origine indoeuropea, con il Recoisso, d'origine celtica. Il Sartameo è invece lingua d'origine semitica, portata in città dal popolo Syrito, sebbene certo influenzata dal sartamino presistente".
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