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Sii in questo mondo come un semplice passante

Frammento di Hadit

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
08/05/2008  - pubblicato in  Acqua
Pensavo tuonasse, invece era la lavatrice sul balcone della vicina filippina. Dicono che presto pioverà.
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04/05/2008  - pubblicato in  Poesie dell'impostore
di non giustificarci troppo, né di chiederci troppo scusa
di capirci qualcosa e di non lasciarci ingannare
di fornirci ragioni e idee
di non dimenticarci, né di ricordarci inventati
di voler bene alle cose difficili

di rispettare noi stessi e le nostre parole
di non cedere al chiasso né alla stupidità
di non farci comodi né scontati, né solo i comodi nostri scontati
di non esser zimbelli né furfanti
di domandarci come sono fatte le cose difficili da dentro

di non spaventarci per un baubau, ma di vedere le zanne affilate
di sapere che c'è stato un passato, che ci sarà un futuro
di distinguere nel buio come i gatti, nel silenzio come i pipistrelli e le talpe
di scrivere sulle pietre
di indagare se c'è spazio per le cose difficili, se davvero sono mirabili

cerchiamo di spiegarci così
da anni.

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13/04/2008  - pubblicato in  Nuovi lavori
Ditta con sede in  ******* cerca tecnico specializzato in riparazione, manutenzione e logistica dei rifornimenti di macchine automatiche di distribuzione religioni.
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07/04/2008  - pubblicato in  Acqua
Ci sono terre piene d'acqua per il benessere del corpo e terre piene di sabbia per il benessere dell'anima

(detto tuareg)
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06/04/2008  - pubblicato in  Acqua
Per combattere l'attuale grave siccità che colpisce Barcellona e dintorni, Urbano, amico mio eccentrico, propone di chiedere a tutti i turisti che ogni giorno arrivano in folle in città di portare una bottiglia d'acqua dalla loro terra. Un gesto di simpatica solidarietà. Si potrebbero poi dotare aeroporti, stazioni e caselli autostradali di grandi cisterne in cui versare il prezioso liquido. Grazie della vostra attenzione.

ps. Sennò toccherà riciclare il piscio.
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05/04/2008  - pubblicato in  Acqua
Impresa leader nel settore cerca rabdomanti con esperienza. Presentare curriculum con foto a corpo intero e bacchetta biforcuta.

Università di Sartamea: nuovo Master-dottorato in rabdomanzia e nuove tecnologie.

La Camera di Commercio di Sartamea organizza il seminario: La sabbia come risorsa. Posti limitati.

“Il Sartamino del Mattino”: un immigrante colto a vendere rubinetti rubati.

“Il Sartamino indipendente”: a vendere rubinetti rubati colto un immigrante.

Glugluglu. La pastiglia che toglie la sete.
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25/03/2008  - pubblicato in  Innesti barcellonesi
PLAYSTATION Y ANARQUIA

(Parc del Clot, Barcellona)
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17/03/2008  - pubblicato in  Innesti barcellonesi
Il dipartimento Parchi e Giardini del Comune è lieto di annunciare che, con l'arrivo della primavera, stanno cominciando a germogliare i primi giardinieri fecondati in vitro e trapiantati nel vivaio municipale.   
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16/03/2008  - pubblicato in  Buone intenzioni

Lui le disse: costruirò un giardino incantato. Con un cortile al sole dell’estate. Con una finestra illuminata dalla luna. Un giardino di limoni e rosmarino, timo e prezzemolo, basilico ed erba medica. Un mandorlo, un carrubo, una forsizia, una rosa rampicante. Una magnolia, un ulivo, un papavero.
Lei gli disse: costruirò un giardino incantato. Con un praticello di quadrifogli. Con un orto di pomodori e zucchini. Appenderò sulla porta la mano di Fatima e l’immagine della Vergine Maria, in modo che restino fuori. Aprirò il mio giardino ai fuggiaschi a agli sfrattati.
Lui le disse: imparerò a tirar di scherma per difendere il mio giardino da cinici e malintenzionati. Farò corsi di giardinaggio. Farò corsi di calligrafia. Aprirò il mio giardino a vecchi e a mentecatti.
Lei gli disse: costruirò un giardino incantato, Rimarrò seduta all'ombra d’estate e offrirò tè e caffè ai passanti. Riempirò il giardino di bambini e li lascerò giocare senza disturbarli.
Lui le disse: costruirò un giardino incantato, prenderò il rastrello e strapperò le erbacce. Chiuderò a calce le crepe dei muri. Inciderò versi sugli archi della porta e sul pozzo. Una fontana innaffierà le piante e le parole. Manderò i bambini al mercato a vendere pomodori e zucchini in cambio di carne, uova e formaggi.
Lei gli disse: costruirò un giardino incantato, insegnerò ai bambini a leggere e scrivere. Insegnerò ai vecchi e ai mentecatti, ai fuggiaschi e agli sfrattati. Insegnerò agli adulti a leggere e scrivere.
Non in franchising.

C'è un popolo delle isole del sud che tramanda le proprie tradizioni tracciando segni sulla sabbia spazzata dal vento.

(Buone intenzioni era il titolo di uno spettacolo teatrale di Roger Bernat di alcuni anni fa)

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01/03/2008  - pubblicato in  Innesti barcellonesi

A l’exida de casa 
Hi ha una olivera
Que té raó.

Jordi Coca
Terres Grogues

Urbano ha sempre voluto fare il botanico. Chiamare le piante per nome. Fin da bambino. Fin da bambine le piante. Dev’essere per i profumi della campagna d’estate. Sanno di vita e d’infanzia. Un’altra cosa che Urbano ama fare è camminare per la città, di quartiere in quartiere, di dettaglio in dettaglio, di radice in radice. Sa di libertà.
Barcellona da qualche anno è piena di bagolari. Ce ne sono sempre di più. Arrivano alla spicciolata, trovano un angolo, mettono radici. Chiamano casa, ne arrivano altri. Un’invasione appena percettibile.
Bagolaro in catalano si dice lledoner, in spagnolo almez. In questa stagione sono spogli e semplici; la corteccia uniforme tende al grigio. Occupano in particolare la zona sinistra dell’Eixample, ma ve ne sono ovunque.
Urbano non aveva la più pallida idea di cosa fosse un bagolaro fino all’altro giorno, quando lesse per caso un articolo del Periódico sulla flora e la fauna barcellonese. Diceva che i lledoner stanno pian piano rimpiazzando i plàtans d’ombra, qui albero cittadino per eccellenza. E cosa diavolo è un lledoner? Si domandò Urbano. Dizionario: bagolaro. Bagolaro? Mai sentito.
È come scoprire di avere un cugino di cui non avevi mai saputo prima. Anzi, un sacco di cugini.
Soprattutto nella zona sinistra dell’Eixample, ma non solo.
- Mamma, vado a giocare coi bagolari!
- Vai pure, figlio mio.
Le mamme sono tranquille. I bagolari trasmettono fiducia.
E i platani? Beh, quelli, qui, sono i fratelli maggiori di tutti i barcellonesi (nonni e papà quelli sulla Rambla e al mercato di San Antoni). Zie invece le alte acacie frondose (alla Barceloneta, in Riera Alta e Nàpols) e sorelle le tipuane gialle (san Felip Neri, Drassanes) e le piccole quercie scure (Al Raval, in Maria Aurèlia Capmany, di un po’ più grandi ce n’è una sfilza lungo una scalinata che scende da Mundet. Sorelle maggiori e madri, invece, quelle di plaça Catalunya e della Diagonal). Fratelli anche i tigli (Rambla Catalunya) e amici saggi, un po’ malandati gli olmi (Aragó, Zona Franca, Comerç), malati di un fungo provocato da un insetto.
Come amanti, Urbano consiglia l’Albero Parasole cinese (fedele e morboso, Passeig de San Joan, Consell de Cent), e quello di Giuda (detto anche dell’Amore o del Fuoco, mica male, passionale senz’altro, mediterraneo. Ma attenzione: mai innamorarsi. Pla de l’Os sulla Rambla, Avinguda Xile), il prugno rosso (fa sangue, Doctor Dou) e il glicine viola (l’amante ricca di Pedralbes); come compari, l’Albero dei Sigari (nella zona Alta, fino a Horta) e l’Albero Bottiglia (Balmes, Travessera de Dalt).
Con la testa tra le nuvole, a cercar datteri sulle palme di plaça Reial, Urbano in città rischia le gambe, i piedi e la vita. Poco lontano una macchina s’è schiantata contro un platano. Ha vinto il platano.

Domenica Urbano è stato al giardino botanico di Barcellona. A Urbano piacciono molto i giardini e i parchi. Ne fosse stato più consapevole vent’anni fa, magari scansava la naia, visto che si raccontava che chi rispondeva “sì” a “ti piacciono i fiori?” nel questionario psicologico finiva dalla psicologa per rischio frociaggine (per altro della psicologa del Distretto a Torino si dicevano meraviglie e Urbano l'immaginava tutta curve e occhioni neri che ti scrutano le pustole).
Il nuovo giardino botanico di Barcellona si trova sulle pendici del Montjüic, quello vecchio anche. Tuttavia, il giardino vecchio risente del gusto ottocentesco e s'infossa in una gola, nascondendosi nell'umidità e nella penombra, mentre quello nuovo ostenta se stesso in pieno sole, come l'attuale Barcellona sulle prime pagine di molte riviste che tante soddisfazioni ("ma quanti grattacapi, signora mia!") dà alle sue portinaie.
Nei giardini botanici, come ben noto, le piante, per quanto vive, dispongono di piccola lapide con su incisi terribili nomi latino-magiari. Il visitatore si sente perduto, destinato all'ignoranza perpetua. Sa perfettamente che neanche visitandolo cento volte si ricorderà del nome di "quel maledetto cespuglio del cazzo cinese giallino all'entrata!" che continuerà quindi in cor suo a chiamare “cespuglio del cazzo cinese giallino”, o al massimo “cespuglio cinese del cazzo giallino”.
Ma non bisogna essere ingiusti e strafottenti né con Linneo né col giardino botanico di Barcellona. Dei giardini botanici e dei botanici ebbasta Urbano ha grande stima. Studiare e curare le piante è una delle più nobili attività dell'uomo, spesso purtroppo dato a ben altre operazioni. Il giardino botanico di Barcellona, poi, è un posto solare, luminoso, da cui si vede bene la città pur standone in parte fuori. Una passeggiata tra il l'Hipericum canariense e il Viburnum rigidum (sic), con a destra la Xanthorrhoea lauca e a sinistra l'Eschscholzia californica, vale proprio la pena e ventila alveoli polmonari e cerebrali. Converrete con Urbano, tuttavia, sul contorsionismo che richiede alla lingua -e ancor più al cervello- la semplice lettura di esempi della Nomenclatura Binomiale che il Geniale Naturalisia ha creato per descrivere il Creato del Geniale Enigmista. No?
Gli ulivi hanno sempre ragione.

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