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Sii in questo mondo come un semplice passante

Frammento di Hadit

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
02/07/2009  - pubblicato in  Stralunati

Fare poesia con piedi, ginocchia, anche, spalle; con dita, nasi, bocche, occhi; con gomiti, caviglie, tarsi e metatarsi.
Fare poesia con con punti, linee, cerchi, triangoli e quadrati.
Fare poesia con dentro e fuori, sopra e sotto, davanti e dietro, verso destra e verso sinistra.
Fare poesia con "muoviti" e "stai fermo".

(a Pina Bausch)

 
18/05/2009  - pubblicato in  Stralunati

a M.B.

Buen viaje, Mario, y gracias por todo.
Cuando llegues, dile a Ése también que no hay que deprimirse, que la vida es así, y más vale ser valientes y dejarse de tonterías.

Un país lejano puede estar cerca
puede quedar a la vuelta del pan
pero también puede irse despacito
y hasta borrar sus huellas

en este caso no hay que rastrearlo
con perros de caza o con radares

la única fórmula aceptable
es excavar en uno mismo
hasta encontrar el mapa.

RASTROS
Mario Benedetti

(TRACCE/INDIZI: Un paese lontano può essere vicino/può stare lì dietro, girato il pane/oppure può andarsene lentamente/e persino cancellare le sue tracce/in tal caso non bisogna rintracciarlo/con cani da caccia o con radar/l'unica formula accettabile/è scavare in se stessi/fino a trovare la mappa).

 
09/09/2007  - pubblicato in  Stralunati
Seduto sotto il portico del cortile, con aria sorniona e fare mistificatore e reticente dovuto al carattere e all’età, nel dialetto strettissimo di Castellamonte, raccontava più o meno questa storia: "La campagna di Russia di Hitler", e del prode alleato Musolesi (grazie Bonvi), "non era stata un gran successo. Ripiegati su Berlino, non sapevamo mica cosa fare. Eh già, le cose andavano mica bene ai tedeschi lassù! Io sapevo guidare il camion. Mi hanno dato un camion di quelli lì dell'esercito, con due cannoni per lato che bum, li usavano per deforestare. Bombardamenti ne avevo visti, ma di quelli a tappeto mai. Diu faus! Venivano giù dappertutto, veniva giù tutto. Io avevo il camion, eh! Ma non sapevo dove passare, le strade erano distrutte. Poi veniamo a sapere che lungo la ferrovia verso est forse si passa. Là ci sono i russi. Sono passato sulla ferrata. Avevo il camion pieno di gente. Tutti salivano su".

A questo punto il racconto subiva varianti, a volte passava da Praga, altre no. Certo, non era un viaggio organizzato. L'improvvisazione porta un sacco di disguidi, ce lo ripetono sempre: turista fai da te? Ahi, ahi, ahi!

"Dopo il Brennero la gente ha cominciato a scendere dal cassone. Erano stremati, non si mangiava niente da giorni. Sono scesi i veneti, i lombardi, l'ultimo l'ho lasciato a Torino, alla stazione di Porta Susa.

Con quel bestione, per fare le curve per Castellamonte, ne ho dovute fare di manovre. Quando sono arrivato là, mio padre non mi ha riconosciuto: pesavo 40 chili, ero via da anni, mi avevano dato per morto. Ma la vecchia no, lei non aveva mai voluto la messa. Sapeva chi c'era in queste braghe".

Finita la guerra -e quante volte ho sentito questa storia da anziani italo-argentini o italo-brasiliani- non c'era niente da fare. Al più riempire le buche dei bombardamenti. Era tutto complicato. "Per un po' ho lavorato col camion. All'inizio volevano portarmelo via. Eh no, eh, scherziamo mica! Poi lì con gente di lì siamo andati in America, a New York", o a Chicago, "e da lì a Santo Domingo. Ah, Santo Domingo!".

Si interrompeva. Pensava alle donne e alle spiagge dei Caraibi. Manco ci fosse andato in vacanza quindici giorni.

"C'era la bauxite, concessione governativa agli americani".
Uno si chiede come sia possibile attraversare il mondo in questo modo parlando solo il dialetto canavesano di Castellamonte. Poi però basta vedere l'Ernesto gesticolare raccontando la sua storia e la domanda scompare da sola.
"Quando sono tornato qui, a vivere con la mia dolce tre quarti, ho preso a guidare le corriere di Lourdes. Quelle con le signore che mi riempivano il bagagliaio di taniche d'acqua santa. Eh no, signore mie! Qui ci vuole il cognac per quelli della frontiera! Lo so bene io.
Gli affari che fanno i preti laggiù! L'hanno pensata giusta, sono furbi quelli lì".

L'Ernesto è morto ieri a Piverone, nel suo e mio Canavese.
Certo, mistificatore lui e mistificatore io, mi sa che tra tutti e due qui abbiamo raccontato un sacco di fregnacce.

 
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